
Theron Mazzargenta è un nobile ex-avventuriero di Suzail, nel Cormyr, e membro del club esclusivo chiamato La Società degli avventurieri coraggiosi.
Descrizione Fisica
Theron Mazzargenta è un uomo che porta evidenti i segni di una vita vissuta all’estremo. Sebbene abbia cinquant’anni, il suo aspetto è quello di qualcuno molto più anziano, segnato dal tempo e dalle difficoltà. La sua pelle pallida e lassa, solcata da profonde rughe e cicatrici, racconta una storia di privazioni e battaglie. I lunghi capelli bianchi, disordinati e privi di vigore, cadono sulle spalle, mentre cerchi scuri sotto gli occhi testimoniano notti insonni e fatiche inenarrabili. Una cicatrice profonda attraversa il ponte del naso, e un orecchio, brutalmente eviscerato, aggiunge un’ulteriore nota di durezza al suo aspetto spettrale.
Le sue gambe, segnate da profonde ferite oscure, ricordano un periodo difficile trascorso nel Chult, terra ostile e implacabile. Nonostante l’aspetto consumato, ciò che cattura l’attenzione è il suo sguardo: gli occhi stanchi brillano ancora di un’intelligenza vivace e un umorismo caustico, segni di un uomo che, nonostante tutto, non ha smesso di lottare.
Abbigliamento e Presenza
Theron non si cura dell’apparenza elegante. I suoi vestiti, pur funzionali, portano i segni del tempo e delle avventure passate. La sua figura trasmette un senso di praticità e resistenza, più che di raffinatezza. Non indossa nulla di particolarmente distintivo, ma ciò non lo rende meno memorabile. Il suo aspetto trasandato, unito ai dettagli marcati del volto e alla sua andatura lenta e ponderata, lo rende immediatamente riconoscibile. È un uomo che non tenta di nascondere le sue cicatrici, fisiche o emotive: al contrario, le porta con una sorta di cupa fierezza.
Personalità e Comportamento
Theron è un buontempone, ma con un umorismo pungente e spesso intriso di cinismo. Non si trattiene dal fare battute provocatorie o commenti taglienti, anche nelle situazioni più delicate. Il suo sarcasmo e il suo spirito sono armi affilate, che usa tanto per difendersi quanto per mantenere gli altri a distanza. Dietro questa facciata sferzante si nasconde però un uomo segnato dalla vita. Theron ha affrontato gli angoli più oscuri del mondo e dell’umanità, e ciò lo ha reso consapevole della fragilità dell’esistenza. Nonostante tutto, si aggrappa a quel che resta della sua vitalità e combatte contro l’inevitabile declino con un misto di forza interiore e ironia amara.
La Società degli avventurieri coraggiosi
Il gruppo ha sentito parlare per la prima volta di Theron il 10 Uktar 1376, a Suzail. La sera prima, mentre girava per i bassifondi della città in cerca di contatti, Rose Mary ha scoperto nella tasca di un tipo che ha menato malamente nella taverna del Goblin dorato un biglietto: su di esso un invito per la sera successiva per lottare su di un ring di fronte ad alcuni nobili. Lo stesso oste del Goblin dorato conosceva Mazzargenta e ci ha spiegato che si trattava di un nobile famoso in zona, il quale vive attualmente in una villa piena di artefatti strani. Non va più in giro in cerca di tesori da quando, nel Chult, ha perso una gamba.
La sera stessa del 10 Uktar, presso l’Arena dell’Ombra Azzurra, il gruppo ha conosciuto Theron e gli altri membri della Società degli Avventurieri Coraggiosi. Dopo l’incontro tra Rose Mary e lo gnomo Brutus, i comoagni hanno avuto modo di avvicinare il nobile, che stava chiacchierando con un altro membro della Società, Hydel Pontifax. Qui Theron ha risconosciuto il gruppo chiamandoli i salvatori di Homlet. Ha poi cominciato a parlare delle sue avventure, citando il suo viaggio tempo prima a Kara-Tur, i continente ad Est del Faerun. Cita un suo amico, Shou-Lun e si perde nei ricordi.
Quando i compagni gli hanno confessato che stavano per dirigersi nel Thay, Mazzargenta ha iniziato a metterli in guardia, raccontando loro una storia: una trentina di anni prima ha vissuto lì per un periodo, come guardiano personale di mercanti. Viaggio poco emozionante se non per l’aspetto esotico dei thayan. Ci ha confessato che lì si scambiavano spesso delle statuette molto strane. Una di queste aveva attirato la sua attenzione, una statuetta dagli occhi brillanti verde scuro che quando la osservavi, sembrava che ti stesse guardando. Sembrava un quadrupede un po’ strano dalle grosse fauci ma niente di conosciuto tra la fauna vista da lui. Le dimensioni dovevano essere più o meno come quelle che il gruppo ha trovato nelle Marche d’Argento. Il nome della mercante con cui avrebbe dovuto fare lo scambio rispondeva al nome di Peless Imizael Taruma.